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Recuperare utenti indecisi? Adotta una strategia di REMARKETING

Topics: SEM

Ti è capitato di controllare le analytics del tuo sito e di notare come la pagina a te più cara (quella dell’acquisto online del tuo e-commerce o quella dedicata alla compilazione di un form, per fare un esempio) non generi le conversioni che speravi?

Hai verificato se ci sono tutte le informazioni necessarie, se il layout è intuitivo e il percorso che richiedi di fare è a prova d’utente?

Sì? Non scoraggiarti, c’è una possibile spiegazione: l’indecisione delle persone.

 

Secondo Aspendia, il 96% degli utenti lascia il sito senza conversione alla prima visita, e il 49% deve tornarci dalle 2 alle 4 volte prima di effettuare un acquisto. 

L'indecisione è un fattore non sotto controllo, ma esiste un modo per non perdere nuovi potenziali clienti, magari ricordando loro di tanto in tanto che erano interessati al prodotto / servizio trovato nel tuo sito?

 

Certo: puoi provare ad aggiungere alla tua strategia digitale quello che in gergo si chiama remarketing.

Lo so, è probabile che quello che ti è saltato alla mente leggendo “remarketing” sia: "le pubblicità che mi inseguono ovunque dopo che ho visitato un sito".

Non posso darti torto: anche il remarketing può essere considerato molto invadente se utilizzato nel modo sbagliato.

La verità è che basta conoscerlo e saperlo usare nel modo giusto per registrare un incremento significativo delle conversioni.

 

Anche perché funziona, eccome! ;)

 

Ma prima di scoprire come "inseguire" e attrarre nuovi utenti, è utile chiarire brevemente cos’è il remarketing, come funziona e quali piattaforme puoi utilizzare per attuare questa strategia.

 

Cos’è il remarketing?

Cos'è il retargeting?

Fonte (CpcStrategy)

 

Il remarketing è un modo altamente targettizzato di fare pubblicità online, in base alle abitudini di navigazione degli utenti.

È una strategia che ti permette di “inseguire” gli utenti che hanno visitato il tuo sito e che non hanno convertito.

Il remarketing ti aiuta a rintracciare e "catturare" coloro che, ad esempio, sono atterrati sulla pagina dei tuoi prodotti e poi sono usciti, o hanno inserito una serie di prodotti nel carrello per poi non completare l’acquisto o, ancora, sono arrivati alla pagina di compilazione di un form e alla fine ti hanno salutato senza concederti nessun dato.

Come?

Con un messaggio ad hoc che ricorda loro di aver già visto quel tuo prodotto/servizio e che li riconduce dritti dritti verso il completamento dell'obiettivo.

 

Come funziona il remarketing?

Come funziona il retargeting

Fonte (ShComunication)

 

L’utente atterra sulla pagina X del tuo sito, uno script genera un cookie nel suo browser che traccia la navigazione sul web di quell’utente, permettendoti così di mostrargli annunci personalizzati sulla base delle pagine da lui visitate (e quindi dei suoi reali interessi).

È sicuramente più facile a farsi che a dirsi :)

Riuscire a individuare gli utenti che hanno già visitato il tuo sito è un grande vantaggio perchè puoi sfruttare la tua trust per invitare di nuovo la persona a visitare una pagina, magari con una offerta speciale dedicata.

Come avrai intuito, il remarketing lavora a livello di pagina visitata quindi è possibile segmentare i visitatori in base all’interesse dimostrato per specifici servizi o prodotti.

Una volta entrto nella tua lista di remarketing, puoi raggiungere l'utente di nuovo attraverso banner grafici oppure direttamente nei risultati di ricerca di Google, legando il remarketing a determinate parole chiave.

Ad esempio: l’utente visita la pagina delle marmellate biologiche sul tuo e-commerce, a questo punto puoi creare una lista di parole chiave generiche sulle marmellate e sul bio da inserire, in modo che, se l’utente dovesse rifare una ricerca online sulle marmellate, vedrà proprio il tuo annuncio dedicato.

 

Come fare bene remarketing

Una premessa è d'obbligo: il remarketing è un potente strumento di ottimizzazione delle conversioni, ma funziona al meglio solo se è parte di una strategia digitale più ampia.

Ti consiglio di non iniziare alcuna azione di remarketing se non hai una strategia digitale ben definita.

Insomma, il remarketing dà il meglio di sè solo se lavora in team.

Mi spiego meglio: una content strategy, ad esempio, è fondamentale per acquisire traffico, ma ha spesso bisogno di un supporto da parte della web adv per dare il meglio di sè.

Allo stesso modo, il remarketing può contribuire ad aumentare le conversioni, ma non può da solo guidare gli utenti al tuo sito.

La migliore possibilità di successo risiede, quindi, nell’utilizzare uno o più strumenti per indirizzare il traffico al tuo sito, e il remarketing per ottenere il massimo da quel traffico.

Compreso questo, vediamo alcune mosse che ti auteranno a fare del buono e sano remarketing:

 

1. Scegli le giuste piattaforme

Ci sono varie piattaforme che ti permettono di fare remarketing, il mio consiglio è di iniziare da Google AdWords e Facebook.

Google AdWords consente di raggiungere il pubblico attraverso una logica multicanale: sul cellulare, sul motore di ricerca Google, su YouTube e su tutti gli altri siti che fanno parte della rete di Big G.

Facebook è un valido strumento per raggiungere il pubblico all’interno del social network, ma non solo.

 

2. Non dimenticarti dei biscottini

Devi iniziare a costruire il tuo pubblico studiando i suoi comportamenti e le sue abitudini.

Quindi una delle prime cose da fare è abilitare i cookie.

Anche se la tua campagna non è pronta, inizia a tracciare i comportamenti dei tuoi utenti così poi avrai tutto quello che serve al lancio.

Google AdWords, ad esempio, permette di abilitare un tag di remarketing utilizzando il codice di Google Analytics già presente sul sito web.

Per Facebook, invece, è necessario utilizzare Business Manager e creare un pixel di tracciamento collegato al tuo account pubblciitario da inserire nel tuo sito, e creare quindi segmenti dinamici di pubblico.

 

3. Segmenta il target per convertirlo

Può sembrare scontato, ma spesso non lo è.

Scegliere tutti i visitatori del tuo sito web come target non è il modo migliore per ottimizzare le conversioni.

È necessario dividerli in segmenti, filtrandoli sulla base di elementi come la geolocalizzazione, gli interessi, le abitudini di comportamento e molto altro, prima di lanciare gli annunci personalizzati.

Si parla di annunci personalizzati per un motivo, no?

 

4. Costruisci testi e grafiche efficaci e coerenti

È importante prestare attenzione alla forma e ai contenuti.

L’obiettivo è convincere l’utente a tornare sui proprio passi, compiendo un’azione che aveva deciso di abbandonare in precedenza.

Quindi sia la parte testuale che quella grafica di un annuncio devono avere un chiaro obiettivo: parlare chiaramente al target, attrarre l’attenzione del consumatore e invogliarlo a completare l’azione.

 

5. Rendi piacevole e "morbido" l'atterraggio

Ricorda che è fondamentale prestare massima attenzione non solo al messaggio dell'annuncio ma anche alla costruzione della landing page su cui “atterra” il navigatore dopo aver cliccato sull'annuncio.

Deve essere chiara, personalizzata, informativa e guidare l'utente all'azione, nel minor numero di passaggi possibile per non allontanarlo dall’obiettivo.

 

6. Monitora i risultati

Come per qualsiasi altra azione di marketing, è importante monitorare la campagna di remarketing con un’attenta misurazione dei risultati. Ciò richiede anzitutto di impostare da subito degli obiettivi ben chiari e misurabili entro uno specifico lasso di tempo. Questo consentirà di monitorare il ROI della campagna in corso, ma anche di acquisire informazioni utili per ottimizzare quelle future.

 

7. Evita i banner “persecutori”

E dulcis in fundo torniamo alla preocupazione principale di chi inzia a fare remarketing: non venire assocciati alla lettera scarlatta I, cioè l'Invadenza.

Puoi ovviare a questa evenienza e impostare una “frequenza massima” o “frequency cap“, impedendo che il tuo annuncio compaia troppe volte sullo schermo del device dello stesso utente.

Se ti voglio convincere ad acquistare una cosa nel mio negozio, te lo dico 1, 2, massimo 3 volte, no? 

La stessa cosa dovrebbe valere nel Web: fai in modo che un utente veda lo stesso banner non più di 4-5 volte: se è interessato cliccherà, se non lo è non lo farà nè alla prima nè alla ventesima volta. Perchè no, uno dei fattori che incrementa il conversion rate non è lo sfinimento! ;)

 

Allora sei pronto a lasciare delle briciole che riporteranno “a casa” i tuoi utenti?

Contattaci per una consulenza gratuita! 

 

Scritto da Giulia Zorzo il 21 marzo 2017

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