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Creare contenuti per un sito web: buoni, belli e sempre freschi

I 7 step della Content Factory secondo noi

Quand’ero ragazzino, tra le scuole elementari e le medie, c’era un’azienda locale di dolci che produceva i frollini al cacao “I Mori di Venezia”. Ogni biscotto era grande e nero, con tanti buchi, e s’inzuppava perfettamente nel latte freddo.

Ogni volta che accompagnavo i miei a fare la spesa, cercavo la confezione dei Mori di Venezia nella parte bassa dello scaffale, sotto i marchi più famosi. Ero fedele. Diciamo pure innamorato.
Quando l’azienda ha chiuso i battenti e ha smesso di produrli, di fatto ho smesso di mangiare latte e biscotti, tranne che per rare, occasionali e temporanee eccezioni.

Ecco. Il web marketing è come una scatola di biscotti. La confezione è importante, il nome del biscotto è importante, la foto è importante.
Ma poi, apro la scatola e sento puzza.
Oppure profuma, ma è vecchio.
Oppure è fresco, ma è finto.
Insomma, se il biscotto non è un biscotto – o meglio, se non è un BUON biscotto – non lo mangerò più.
Non mi innamorerò.
Non tornerò a cercarlo in dispensa.
Non tornerò a cercarlo sullo scaffale del supermarket.
Non lo sceglierò anche a scapito dei marchi più grandi che hanno più visibilità.

 

Il problema delle aziende: produrre contenuti

Ora, se il tema dell’importanza del contenuto è oramai noto anche nel web, e ben riassunto dal motto “CONTENT IS KING”, il vero “problema” delle aziende che abbiamo incontrato negli ultimi 5 anni è che il loro lavoro non è fare biscotti.
Cioè – avete capito – il loro lavoro non è produrre contenuti per il web.
C’è chi vende prodotti di consumo, chi beni durevoli. Chi produce macchine industriali. Chi realizza lavorazioni conto terzi. Chi eroga servizi, chi crea software, chi progetta nuove trovate elettroniche.
Tutta gente preparata, che nel proprio lavoro dà il massimo e raggiunge spesso risultati eccellenti. Ma che alla domanda “Mi racconti cosa fai esattamente?” risponde laconica: “Servizi” oppure “Gru” oppure “Gioielli” oppure “Programmi”.


Nel migliore dei casi, c’è anche un ufficio marketing interno. Di solito, però, l’ufficio marketing interno ha uno di questi due problemi:

  1. SITUAZIONE PEGGIORE: l’ufficio marketing interno è talmente interno da non riuscire più a dialogare con l’esterno. Tutti i contenuti che produce sono molto tecnici, pensati da tecnici per tecnici. Utili se in fiera il tecnico commerciale deve spiegare al tecnico degli acquisti come funziona (tecnicamente, s’intende) il proprio prodotto. Ma se per caso NON sei un tecnico – capita, non c’è da offendersi – fatichi a capire anche solo vagamente se stiano parlando di bulloni in acciaio o fiocchi di mais;

  2. SITUAZIONE MIGLIORE: l’ufficio marketing interno è un buon ufficio marketing che ha capito come tradurre i contenuti tecnici in un linguaggio comprensibile al proprio pubblico (che non è solo tecnico!), ma non riesce a programmare i post, a ritwittare i tweet, ad avviare una campagna di re-marketing, a generare un’audience grazie a un pixel nel proprio sito. Ha bisogno di un aiutino.

 

In ogni caso, il risultato è spesso che l’azienda avrebbe tantissime cose da dire, belle, divertenti e attraenti per il proprio pubblico, ma non lo fa perché c’è qualche ostacolo che lo impedisce. Si trova, quindi, nella spiacevole situazione di avere un sito in cui l’ultima news è del 1989, di non riuscire ad aggiornare la pagina Facebook che ha in totale 3 like, o di aver aperto un profilo LinkedIn nel 2008 senza mai aver scritto un aggiornamento. È un male?


Certo, perché queste aziende avrebbero delle potenzialità. Avrebbero pubblico per i propri contenuti, community pronte a condividere, cliccare, commentare. Persone che li seguirebbero con fedeltà, tornando a cercarli e abituandosi a ritenerle un punto di riferimento del settore. E quando si è un punto di riferimento nel proprio settore, è più facile che i clienti vengano da te.

Per rispondere a questa necessità a volte palese, a volte latente, dei nostri clienti, abbiamo ideato la Content Factory.

 

La Content Factory

È un sistema di affiancamento che analizza il punto da cui parti (identità, contenuti off line ed on line, strumenti a disposizione), pianifica le azioni (piano editoriale), crea una squadra di addetti (il Comitato Editoriale) e comincia a produrre buoni contenuti usando al meglio gli strumenti a disposizione o realizzandone di nuovi. Alle volte dedicandosi al sito, altre volte ai social; alle volte alla newsletter, altre volte ai video. O anche ai prodotti cartacei. Alla pubblicità tradizionale. Ai contenuti che servono di più in quel momento, insomma.

7 step della content factory

La Content Factory produce due effetti:

  1. realizza da subito buoni contenuti, traducendo le conoscenze dell’azienda in elementi interessanti per il suo pubblico;

  2. trasferisce know how all’azienda, in modo che nel tempo possa essere autonoma in molte attività, e lasci all’agenzia solo ciò che ha veramente valore aggiunto e che può fare la differenza (la realizzazione di un’infografica, o di un video in motion graphics, ad esempio).

Di chi è la Content Factory? È senz’altro una cosa che realizziamo insieme. Non è di Sinfonia, non è del cliente. Funziona tanto quanto si lavora sull’integrazione delle competenze, ma nel tempo vede modificarsi gli sforzi reciproci e le aree di intervento.
Il funzionamento della Content Factory, i cui elementi sono componibili secondo la necessità, passa comunque attraverso due momenti chiave:

  1. un appuntamento periodico (di solito, una volta al mese) presso l’azienda o tramite Skype, in cui si programma ciò che c’è da fare e si verifica ciò che è stato fatto, ed in cui si fa formazione all’azienda su aspetti tecnici o creativi;

  2. il rilascio di almeno un contenuto utile nel periodo che corre tra un appuntamento e l’altro: questo è fondamentale per dimostrare la qualità del lavoro. Che sia una semplice newsletter, o che siano 100 post sui social, il contenuto deve sempre trovare rapidamente la luce, e stimolare la voglia di produrne altri di migliori.

Una buona Content Factory porta a realizzare rapidamente contenuti attraenti, efficienti e fidelizzanti, che colpiscono il pubblico di riferimento, creano familiarità col marchio, conoscenza del prodotto epiacere nella relazione.

È come una Scuola di Pasticceria, che insegna a fare i migliori biscotti mai assaggiati, quelli che escono dal forno e, solo dal profumo, ti cambiano la giornata.


Quei biscotti che vorresti avere sempre sulla tua tavola :)

 

Contattaci per una consulenza gratuita!

 

Scritto da Luca Bassanello il 8 dicembre 2016

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