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Il mercato dell'informatica dopo la pandemia

Topics: Informatica

Cosa è cambiato per le aziende informatiche o che sviluppano software? A settembre 2021, possiamo affermare che l'accelerazione provocata dal Covid-19 ha anticipato delle tendenze che si sarebbero probabilmente sviluppate nel giro di 3-5-10 anni in ogni caso anche in Italia. 

 

Il trend della digitalizzazione del lavoro ha avuto risvolti pratici per tutte le aziende informatiche, che si sono trovate a dover accelerare alcuni processi per poter rispondere in modo rapido a richieste che fino a quel momento erano latenti o scarse. Allo stesso tempo, tuttavia, il ciclo di accelerazione dopo 18 mesi sembra rallentare e le aziende clienti sembrano scrutare il mercato per capire quali novità si affacceranno all'orizzonte e quali di queste resteranno per i prossimi anni. 

Nel mio costante contatto con aziende informatiche (o digital, com'è più di moda dire oggi) di varie dimensioni e tipologie, posso evidenziare alcuni di questi trend e proporre una discussione in merito. 

 

PRIMO TREND: LA CORSA ALLA DIGITALIZZAZIONE

A partire da marzo 2020 c'è stata una corsa disordinata e affannata alla digitalizzazione. Dalla gelateria che ha iniziato a vendere con WhatsApp alla multinazionale che ha iniziato a dotare i commerciali di strumenti cloud, dalla metalmeccanica di periferia che ha creato il portale per gli ordini B2B al brand che ha sistematizzato la presenza nei marketplace e nel proprio e-commerce proprietario... Tutti si sono lanciati verso un nuovo modo di fare impresa, che non ha coinvolto solo marketing, vendite e post vendita, ma ogni reparto aziendale (compresi quelli produttivi). 

Le aziende informatiche che hanno saputo cogliere l'opportunità hanno visto crescere i fatturati nel 2020, soprattutto laddove potevano fornire strumenti altamente ricercati: 

  • e-commerce;
  • Cloud;
  • CRM;
  • IoT;
  • AI e Data Science.

Questa corsa, tuttavia, è rallentata e ora i progetti - non sempre efficienti - del 2020 sono in fase operativa e di valutazione. Avere un e-commerce è sufficiente per sostituire la rete vendita? È proprio vero che gli ordini B2B online compensano quelli persi offline? Il controllo da remoto della produzione, la manutenzione predittiva, le riunioni online sono qui per rimanere o stiamo tutti aspettando di poter tornare alle routine del passato?

È evidente che la digitalizzazione dei processi, laddove ha dimostrato di portare efficienza, automazione, precisione e controllo continuerà a permanere. Laddove, invece, non è stata capita dall'azienda e dai propri clienti, è stata spiegata male dai fornitori o integrata pessimamente nei processi esistenti, la digitalizzazione feroce del 2020 è destinata a fallire. 

Il bilancio, comunque, resterà positivo e le aziende italiane usciranno dalla pandemia più digitalizzate, avendo compreso come i sistemi informatici - smart, intelligenti, flessibili - riducono l'attrito internamente ed esternamente all'azienda e accelerano il business

 

SECONDO TREND: INFORMATICA SMART

Il system integrator oggi ha paura. Non perché non vi sia più bisogno di informatica nelle aziende, o perché non servano persone in grado di mediare la tecnologia nel mercato. Anzi, ne serviranno di più. 

Al contrario, ha paura perché dai processi architetturali più complessi alle app operative più semplici, sempre più strumenti sono disponibili come Saas (Software as a service), on demand, in cloud, configurabili direttamente dal cliente finale. Le nuove aziende digital propongono prodotti facilmente scalabili, la cui configurabilità è semplice sebbene limitata, e che richiedono una curva di apprendimento veloce.

Certo, ci sarà sempre spazio per SAP, Salesforce e Dynamics, ma stanno perdendo terreno nei confronti di applicazioni più limitate che potenzialmente NON fanno tutto quello che si dovrebbe fare, ma che nella pratica esauriscono le necessità dei clienti in modo eccellente. Il caso di HubSpot - che ha conquistato negli ultimi 3 anni il titolo di miglior CRM per le aziende in crescita - è emblematico in questo senso.

 

TERZO TREND: INTEGRAZIONI

La scelta di software che svolgono bene compiti semplici porta le PMI italiane ad avere in media dai 15 ai 30 software in uso, dal gestionale amministrativo a quello di magazzino, dal CRM al software paghe, dal gestionale ordini a quello delle spedizioni, passando per tante piccole applicazioni (fatturazione, timbrature, sicurezza, privacy, progettazione, grafica, email, data base, server virtuali...) che rischiano di finire addirittura dimenticate o inutilizzate. Sento spesso dire "Paghiamo quel tale software da anni, ma non lo usa nessuno". Le motivazioni sono le più varie. 

Quello che le aziende informatiche stanno vedendo svanire, in un contesto di questo tipo, è la "titolarità assoluta sul cliente". L'abitudine, nel passato, era quella di fornire tutto ai propri clienti, compreso spesso l'hardware. In un mercato nel quale i clienti spesso acquistano software da soli online, non c'è più questa possibilità di gestire completamente l'infrastruttura informatica delle aziende. 

Alcune aziende informatiche hanno sposato la filosofia dell'ambiente chiuso: ti fornisco uno o due software chiave (spesso ERP e CRM), e dato che questi non dialogano con altri software, tutto il resto devo fornirtelo sempre io. 

Tuttavia, questa logica è smontata quotidianamente dal mercato. Le piattaforme sono sempre più aperte e facilmente integrabili tramite API documentate pubblicamente, grazie alle quali non è più necessario affidarsi a un unico fornitore, ma si possono selezionare online i migliori prodotti per le necessità dei vari reparti.

 

QUARTO TREND: SOURCE OF TRUTH

Il backside di questa situazione è che i dati raccolti dall'azienda provengono da così tante fonti da non essere più affidabili. Qual è la fonte di dati reali a cui fare riferimento? È necessario creare  dei collettori di informazioni che possano raccogliere informazioni lungo l'arco del tech stack aziendale e restituire dati comparabili e affidabili. 

In questo senso, la logica a piattaforma integrabile e la logica delle dashboard aiutano software come HubSpot, Tableau, Grow, ecc. a fornire dati integrati e affidabili a tutti i reparti aziendali.

 

QUINTO TREND: USABILITÀ

Gli utenti si sono abituati all'usabilità degli smartphone, studiata con centinaia di ricerche nei più minimi dettagli, a partire dalla rivoluzione del primo iPhone del 2007. Tanti altri prodotti e altre applicazioni hanno seguito l'esempio di Steve Jobs. 

L'utente non ha bisogno di fare tutto con un device o un software. Ha bisogno di fare comodamente e bene le cose per cui è disegnato. Il resto lo farà con strumenti diversi. O con app e integrazioni aggiuntive. 

Esistono ancora, invece, molti strumenti informatici che non si adattano a chi li usa, ma che anzi pretenderebbero il contrario. E aziende informatiche che propongono la stessa filosofia. 

In questi anni è stato ampiamente verificato come prodotti studiati attorno alle esigenze del cliente abbiano maggior successo di quelli che vengono imposti (e spesso rigettati) a qualsiasi livello organizzativo.

 

SESTO TREND: SICUREZZA E PRIVACY

I prodotti - per quanto smart, Saas e Cloud possano essere - devono comunque garantire un alto livello di sicurezza e protezione dei dati. I continui attacchi da parte di hacker e organizzazioni criminali, a tutti i livelli (dall'account Instagram personale all'ospedale internazionale, fino ai sistemi elettorali e di difesa) hanno aperto gli occhi a tutte le aziende sul fatto che la sicurezza informatica sia fondamentale per continuare a possedere e proteggere i propri dati, spesso un asset essenziale del valore imprenditoriale. 

La discussione sulla collocazione fisica dei dati (meglio in cloud? Meglio in azienda? Meglio un cloud ibrido o un cloud aziendale?) credo sia materia tecnica da non trattare in questo spazio, ma è certo che avere soluzioni solide e, per quanto possibile, smart sia fondamentale. 

Allo stesso tempo, tuttavia, alle aziende interessa anche lavorare velocemente e con efficienza, quindi la sicurezza non può intaccare o rendere impossibile l'operatività. Per questo, chi offre soluzioni intelligenti, leggere e allo stesso tempo sicure avrà vita più facile di chi si ostina a proporre prodotti tecnicamente perfetti ma ostici per gli utenti. 

Altro tema essenziale è quello dell'educazione e della formazione: la maggior parte degli attacchi informatici ha successo perché gli utenti non hanno prestato sufficiente attenzione al proprio comportamento digitale.

 

SETTIMO TREND: RELAZIONI A DISTANZA

Last but not least, il tema delle relazioni. Tutti abbiamo vissuto, durante la pandemia, relazioni a distanza mediate da piattaforme di video call (Zoom, Meet, ecc.). 

Ma non siamo sufficientemente educati per trasformare la condizione di emergenza in una condizione di stabile e duratura relazione a distanza. Le aziende informatiche, paradossalmente, sono tra le più resistenti in questo senso, perché abituate a fare un marketing molto vecchio e poco smart, e ad avere una struttura commerciale molto estesa e abile nell'incontro dal vivo, ma pessima nel costruire relazioni digitali. 

La produzione costante di contenuti, l'utilizzo dei social media (LinkedIn tra tutti), la capacità di educare i clienti anche da remoto, la capacità di rendere interessanti le riunioni online, l'assistenza: sono tutti percorsi di digitalizzazione che le piccole e medie aziende informatiche stanno affrontando con fatica e fastidio, spesso senza comprendere che nel loro contesto rappresentano un'opportunità imperdibile per ampliare l'ambito geografico d'azione e ridurre i costi

 

Ci sono senz'altro altri elementi che mi sfuggono. Per questo invito tutti a suggerire altri spunti di riflessione per correggere o migliorare quello che stiamo raccontando e affrontare le sfide del post pandemia sempre più attrezzati ed attenti. 

 

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Scritto da Luca Bassanello :: Sinfonialab il 8 settembre 2021

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