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Perché i social media NON sono importanti per la tua azienda

I social media sono morti? No, sono vivi e in salute, chi più chi meno.

Devi usare i social media? Sì, direi che non c'è altra possibilità.

E allora, perché nel titolo c'è scritto che NON sono importanti? Perché c'è qualcosa di più importante dei social media, ovvero capire come è cambiato il modo in cui le persone si informano, entrano in relazione, acquistano beni e servizi, si emozionano.

LA RIVOLUZIONE DIGITALE È A METÀ DEL GUADO

Nel 2015, in "Le Nuove Regole delle Vendite", David Meerman Scott indicava come - secondo molti analisti - ci troviamo circa a metà del percorso che, attraverso il web e il digitale, sta rivoluzionando letteralmente il modo in cui le persone comunicano. Secondo lui, questa è la più grande rivoluzione comunicativa dopo l'invenzione della scrittura (qualche millennio fa) e della stampa meccanizzata (nel XV secolo).

Quali sono le tappe di questa evoluzione?

  • La rete dati militare negli anni '70
  • Le reti dati aziendali negli anni '80
  • Il www negli anni '90
  • Il contenuto generato dagli utenti nei primi anni 2000
  • I social media dal 2007/2008
  • La mini rivoluzione mobile circa negli stessi anni
  • L'esplosione dei video prodotti dagli utenti
  • L'IOT (siamo già nel 2010-2011)
  • L'AI e il Machine Learning (oggi)
  • Gli Assistenti vocali (di nuovo oggi)
  • La realtà aumentata (sempre oggi)
  • ... e chissà cosa ci riserverà il domani.


CI SONO ELEMENTI PIÚ IMPORTANTI DEI SOCIAL MEDIA

I social media si inseriscono in questo trend rivoluzionario e sono già un po' vecchiotti. Ogni tanto ne nasce (e muore) uno nuovo - come Snapchat, che prova ad imporsi, ma i grossi player se lo mangiano.

Il punto però non sono i social media. Ad oggi, è necessario che ogni azienda capisca che gli elementi essenziali sono altri.

1) INFRASTRUTTURE

L'infrastruttura è tutto. A differenza della luce elettrica, internet viaggia anche nell'etere senza supporti fisici, come la radio. A differenza della radio, per goderne da fruitore e (soprattutto) per esserne protagonista e produttore, non servono strumenti complessi, bastano un PC o uno smartphone. E in alcuni luoghi capita che sia normale avere uno smartphone ma non l'acqua potabile, perché la copertura di Internet raggiunge gli angoli più remoti della Terra.

2) NUMERI

Nessuno è fuori da internet. La copertura è praticamente totale per la popolazione in età da lavoro, si tratta di verificare che cosa fa un certo target piuttosto che un altro e come è possibile raggiungerlo.

Dubbi? Ecco la fotografia di inizio 2018 da We Are Social.

il digital nel modo nel 2018

 

3) POSSIBILITÀ DI GENERARE E GIUDICARE I CONTENUTI

Siamo tutti produttori di contenuti. I contenuti che produciamo possono essere fruiti da chiunque, ovunque e in ogni momento.

Questa rivoluzione ha sconvolto il mondo della comunicazione e del marketing tradizionale, abituato a definire strategie e campagne nelle sedi adeguate, con le risorse adeguate, secondo percorsi precisi. Perché oggi le aziende preferiscono dare i loro soldi a Chiara Ferragni piuttosto che alle agenzie di comunicazione.

chiaraferragnifedez

 

Con la possibilità di generare i contenuti, è arrivata anche la possibilità di giudicare i contenuti altrui in modo democratico. E questo giudizio, consapevole o meno, è applicato da ciascuno di noi molte volte al giorno. Quando apriamo alcune email piuttosto che altre, quando leggiamo alcuni blog piuttosto che altri, quando ci soffermiamo su alcuni post su Facebook o video su Instagram piuttosto che su altri. Giudichiamo continuamente i contenuti come adatti o meno a noi in quel momento, e questo giudizio avviene spesso in millesimi di secondo.

Può non piacere - soprattutto alle agenzie - ma è così. Il giudizio degli utenti è costante, misurabile, spesso esplicito, e non c'è nulla che possiamo fare per tirarcene fuori.

4) RELAZIONE E PERCEZIONE

In questo contesto è avvenuto un sottile ri-posizionamento percettivo degli utenti web. Ciò che dicono gli altri utenti è degno di maggior fiducia rispetto a ciò che dicono i produttori "ufficiali" di contenuti, cioè aziende e organi di informazione.

Per questo mi fido delle recensioni di Trip Advisor e non delle descrizioni nei siti di ristoranti. Sempre per questo, mi fido dei miei amici pro o no vax, e non della versione ufficiale dei medici. Per questo le fake news arrivano spesso alla ribalta degli organi di stampa ufficiali che non distinguono più tra notizie attendibili e notizie prive di fondamento.

Siamo spinti verso relazioni Human to Human, e questo è tanto più evidente quanto più queste relazioni sono mediate dal web. Voglio sapere cosa pensava Steve Jobs, cosa twitta Donald Trump, cosa fa Millie Bobby Brown molto più di quanto mi interessi cosa dicono Apple, il Governo Americano o Netflix.

È per questo che i tassi di lettura e apertura di email che arrivano da indirizzi personali sono decisamente migliori di quelli che arrivano dalle caselle info@, ad esempio.

IL POTERE È NELLE MANI DEI CLIENTI

Che ci piaccia o no - a noi agenzie di comunicazione, a noi aziende - il potere è nelle mani degli utenti, che ci desiderano veri, il più possibile umani, il più possibile autentici, il più possibile personalizzati.

Questo è un grosso problema: se sei abituato a descrivere la tua azienda in termini generici, in modo impersonale o asettico, usando testi e immagini che potrebbero andare bene per altre decine di aziende come la tua, non sarai premiato. Sei rimasto al 1989, le cose sono andate avanti. Sarai travolto, ma non dai social: dagli utenti che sono andati oltre.

Questa però è anche un'enorme possibilità. Possiamo far parlare le persone, svelare le storie che sono dietro alle nostre aziende, renderci disponibili alla relazione con gli strumenti che ci sono offerti oggi e che saranno disponibili domani. Possiamo trasmettere la spinta motivazionale che ci ha spinto a fare quello che facciamo, possiamo parlare al cuore dei nostri clienti e capire i problemi che gli stiamo risolvendo.

Per ottenere questi obiettivi, dobbiamo dismettere le vesti istituzionali e parlare delle nostre storie di successo quanto dei nostri errori, raccontando quello che abbiamo compreso in questo percorso e come abbiamo risolto i problemi dei nostri interlocutori. Dobbiamo trasformaci da aziende produttrici di contenuti standard in persone che aderiscono a visioni e valori di cui si fanno attori e portavoce.

QUINDI I SOCIAL SONO IMPORTANTI O NO PER LA MIA AZIENDA?

Ho cominciato con una provocazione per arrivare al punto. È chiaro che i social sono importanti, se ti è chiaro che nei social non sei il leader di mercato. Che non sei un'azienda giovane e dinamica. Che non sei un'azienda che coniuga tradizione e tecnologia. Che non sei la fuffa che hai sempre raccontato, ma che sei una persona che ha avuto e ha delle idee e lotta ogni giorno per migliorare il proprio lavoro, a favore dei propri clienti.

Quando hai capito che le storie (meglio quelle con dei protagonisti reali), nei social, sono quelle vere e non quelle patinate, allora - e solo allora - i social diventano importanti e possono essere un veicolo di enorme successo per te e la tua azienda.

SI, MA ALLORA COSA DEVO FARE?

Il primo step è sempre l'ascolto.

Individua i tuoi clienti migliori nei social e ascolta le loro conversazioni, frequenta i gruppi che frequentano, rispondi alle domande che fanno. Poi ne parliamo.

 

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Scritto da Luca Bassanello il 5 ottobre 2018

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