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L'importanza dei siti mobile e l'incubo delle penalizzazioni di Google

Il nuovo algoritmo di Google premia i siti mobile-friendly e cambia i fattori di posizionamento nella ricerca da cellulare. Leggi l’intervista multipla al team di Sinfonia.

Lo chiamano Mobilegeddon. Ma non è la fine del mondo. È “solo” il nuovo algoritmo di Google che dal 22 aprile favorisce nel posizionamento i siti mobile-friendly. Questo significa che i risultati delle ricerche eseguite da mobile (non da desktop) considereranno l’ottimizzazione per dispositivi mobili come un fattore di posizionamento.

Siti responsivi e non responsivi

Lo scopo? Garantire agli utenti una migliore esperienza di navigazione da dispositivi mobili:

Vogliamo essere sicuri che quando cercate su Google possiate trovare contenuti non solo rilevanti e al momento giusto ma anche semplici da leggere e con cui interagire, anche se vi accedete da mobile o da schermi di dimensioni inferiori rispetto a quelle abituali

Lo dice Google.

Pare, infatti, che il 74% degli utenti torni più volentieri su un sito se questo è mobile-friendly.

mobile friendly more likely to buy

Quindi addio Flash (Flash chi?), addio a link troppo piccoli e ravvicinati per essere toccati su uno schermo di piccole dimensioni, addio testi illeggibili. È arrivato Mobilegeddon e non avete scampo (solo nella ricerca da mobile, però).

Wired Italia avanza l’ipotesi secondo cui, attraverso i suoi algoritmi, Google utilizzi il suo potere di mercato per accelerare i cambiamenti di internet verso la direzione da lui auspicata. Il magazine cita, infatti, il commento all’algoritmo di Danny Sullivan, fondatore di Search Engine Land:

Questo cambiamento ha davvero a che vedere con il modo in cui Google pensa che dovrebbe essere la rete, usando i suoi risultati di ricerca come leva per far muovere tutti nella direzione in cui vuole

Speculazioni a parte, si tratta di un cambiamento di grande impatto ed è fondamentale capire cosa sia davvero un sito mobile-friendly.

Da un punto di vista più tecnico, ecco cosa definisce il grado di “amicizia” di un sito con lo schermo di un dispositivo mobile:

  • L’area di visualizzazione definita deve adattarsi alle dimensioni dello schermo del dispositivo(essere, cioè, responsiva);
  • I contenuti devono scorrere all’interno di quest’area evitando che gli utenti debbano scorrere in orizzontale o avvicinare/allontanare le dita sullo schermo per poter visualizzare l’intera pagina;
  • I caratteri si devono ridimensionare per facilitare la lettura su schermi piccoli;
  • Gli elementi devono essere facili da toccare (ad esempio, i pulsanti) e, quindi, devono essere distanziati in modo adeguato.
  • Il design visivo e i movimento devono essere basati su una tecnologia ottimizzata per i dispositivi mobili.

In Sinfonia abbiamo da tempo fatto nostro quello che Google oggi “regolarizza”: rendere la navigazione sempre più semplice, veloce e intuitiva, a prescindere dalla dimensione dello schermo da cui fruiamo i contenuti.

Nel 2012 parlavamo così di siti responsivi:

Come sempre la questione è comunicativa prima che tecnica: che esigenze comunicative ha il nostro target al variare del contesto di fruizione dei contenuti? In base a questo dovremo variare la proposta e la disposizione dei contenuti offerti

Dicevamo anche molto altro, quindi tornatevi subito a leggere tutto il post di Valeria!

Il sito web di Sinfonia Lab

Sappiamo bene che la progettazione e la realizzazione di un sito responsivo non è solo un affare da programmatori, ma è un lavoro di squadra che coinvolge e influenza tutto il team dell’agenzia.

Come? Ce lo siamo chiesti:

1. IL PROGETTISTA – No responsive, no party

Valeria, la diffusione degli smartphone cosa ha cambiato nella progettazione dei siti web?

La diffusione degli smartphone e quindi della navigazione mobile ha portato un susseguirsi di rapide evoluzioni nella progettazione dei siti web. Inizialmente progettavamo un sito desktop e poi una versione mobile dello stesso sito, poi abbiamo iniziato a creare dei siti desktop che si adattassero alla fruizione mobile. Oggi progettiamo un prodotto nuovo, un sito pensato appositamente per la fruizione mobile. Infatti sono sempre di più i siti che vengono fruiti da mobile più che da desktop. Pensiamo a un esempio che tutti conosciamo: decidiamo di uscire a cena con amici e vogliamo prenotare un tavolo. Un ristorante, il cui sito non permetta, nella sua fruizione mobile, la possibilità immediata di telefonare o magari di poter prenotare direttamente un tavolo, perde sicuramente delle opportunità di business importanti.

2. IL WEBDESIGNER – Il segreto è la griglia

Matteo, ci racconti qualcosa sulla creazione di layout responsive?

La mia carriera è iniziata nel settore della progettazione e della stampa tipografica (quindi su supporto cartaceo) ma oggi, lavorando prevalentemente nel web, trovo un ambiente molto familiare nel design dei layout responsive.
Chiunque lavori nella prestampa o nella composizione tipografica conosce molto bene le griglie di impaginazione. Nel web design responsive il principio di creazione di un layout è pressoché simile, grazie all’utilizzo delle griglie fluide. L’analogia tra le griglie di stampa e quelle del web è più grande di quanto si immagini, basti pensare alle colonne di un magazine cartaceo o, più banalmente, di un quotidiano e alle classiche 12 colonne dei layout web.

grid

Così, disegnare un layout responsivo diventa molto più semplice. A un primo impatto può sembrare molto vincolante utilizzare colonne per realizzare un sito, ma in realtà c’è molto spazio per la creatività e le combinazioni sono veramente molteplici, specialmente quando un designer è supportato da un eccellente sviluppatore!

Per approfondire, potete leggere:

http://en.wikipedia.org/wiki/Grid_(graphic_design)

J. Muller-Brockmann, Grid Systems in Graphic Design, Niggli Verlag, 1968

3. LO SVILUPPATORE – Combattere per il mobile

Giorgio, ti chiamano in causa. Qual è il ruolo dell’eccellente sviluppatore?

Il programmatore web che sviluppa un sito responsive deve combattere con una molteplicità di dispositivi che presentano risoluzioni dello schermo diverse e browser tra loro differenti.

Per minimizzare questi problemi, i programmatori si appoggiano sempre di più a framework(http://it.wikipedia.org/wiki/Framework). Tra i più usati ci sono Twitter Bootstrap (getbootstrap.com) e Foundation (foundation.zurb.com), che mettono a disposizione dello sviluppatore una vasta quantità di componenti standard da utilizzare come base per lo sviluppo di siti web responsive.

Questi framework seguono la logica di progettazione “mobile first”: il sito viene innanzitutto pensato per come dovrà essere visualizzato su un device mobile, poi su tablet e, infine, sui dispositivi desktop.

4. IL COPYWRITER – Gli algoritmi passano, il copy non passa mai

Costanza, come cambia il lavoro del copy se anche il contenuto deve essere amico del mobile?

Il copy è addestrato fin da piccolo alla flessibilità più estrema, per questo non ha paura di Mobilegeddon. Se può scrivere “un titolo più lungo, ma un po’ più sintetico per favore” e può dire (quasi) qualsiasi cosa in 140 caratteri, il mobile non lo spaventa. Qualche considerazione: pensando – banalmente – alla dimensione dello strumento, alla velocità con cui siamo abituati a scorrere le informazioni e l’attenzione quasi mai indivisa che dedichiamo alla lettura su smartphone, bisogna avere ben chiaro ciò che è necessario dire e quello che invece è accessorio, e può essere tolto o nascosto. Selezionare, sintetizzare, e essere memorabili. Ma in fondo il mestiere del copywriter mobile firendly non cambia se ha sempre avuto come riferimento il lettore del suo testo, del post del suo blog, della sua scheda prodotto. Se già prima progettavamo e scrivevamo secondo le sue abitudini, i suoi bisogni e le sue esigenze, non ci sconvolgeremo pensando che le sue abitudini sono cambiate.

5. L’ACCOUNT – Una nuova prospettiva

Luca, chiudiamo con te. Che consiglio potremmo dare a qualcuno che deve realizzare il suo nuovo sito?

Consiglierei un cambio di prospettiva. Un errore ricorrente è quello di focalizzarsi su quello che vorremmo dire al nostro utente e potenziale cliente. Dobbiamo invece sforzarci di ragionare come lui, navigare come lui e proporgli quindi contenuti e azioni che realmente gli interessano. Avete mai provato a chiedere direttamente ai vostri clienti cosa si aspettano dal vostro sito?

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Ti sta venendo un po’ il dubbio che il tuo sito non sia mobile firendly? Puoi fare anche tu il test di compatibilità, basta inserire la url del tuo sito e attendere il risultato…

Se sei incuriosito o se hai deciso di non farti spaventare da Mobilegeddon, contattaci per una chiacchierata!

 

Contattaci per una consulenza gratuita!

Scritto da Costanza Albè il 22 settembre 2016

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